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Voci dal mondo


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Corrispondenti in questo stato:
p. Giuseppe Sartori

Colombia

Inserita il 8 Settembre 2009
Queridos... come va? Come state? Finalmente mi faccio sentire.

Sto bene, anche il lavoro con la gente va bene, con molta serenità e entusiasmo. La costruzione del "Centro di Sviluppo comunitario" va avanti (vanno avanti i gruppi e le attività, ci siamo fermati da giugno nella costruzione fisica per mancanza di fondi).

Ogni giorno che passa faccio esperienza che è bello essere missionari. È bello perchè tutti i giorni si può toccare con mano che ciò che ci ha promesso Gesù è vero: il Regno di Dio è presente e cresce tutti i giorni a piccoli passi ma sicuri e "nuovi", pieni di speranza. Nel mezzo di una realtà dura, a volte di "morte", che sembra dire il contrario, si può vedere come Dio non si dimentica della sua gente e semina il Regno promesso.

Voglio solo condividere delle esperienze di vita con voi: quando sono arrivato dall'Italia, in Gennaio, ho conosciuto Maria, una giovane di 22 anni. Venne alla parrocchia con l'espressione timida, tipica della gente semplice, contadina, latinoamericana, per parlare e scaricarsi con qualcuno dei problemi che la preoccupavano. Sua sorella di 15 anni era incinta e, come succede molte volte qui, il ragazzo che l'aveva messa incinta se n'era andato abbandonandola. Non era questo l'unico problema di Maria. Quando mi ha invita nella sua casa (se cosí si puo chiamare) ho conosciuto il resto. Entrando uno si rende conto che quella non è una casa, è una capanna indegna per un essere umano. Con lei vivevano altri 5 fratelli, con la madre, fuggiti dalla campagna per colpa della violenza, il padre l'hanno ucciso per rubargli la terra. La madre come lavoro raccoglie i rifiuti, quelli che puó vendere in qualche modo (carta, vetro...etc...). Maria e sua sorella trovano sporadicante qualche lavoro e il risultato come sempre è poco cibo, miseria, vita disumana.

Luis e Teresa hanno otto figli. Molti giorni se ne vanno a dormine senza mangiare niente e, il giorno dopo, i figli vanno a scuola senza colazione. Non c'è bisogno di spiegare la sofferenza di un padre che non può neanche dar da mangiare a sufficienza ai suoi bambini.

Qualcosa di simile è sucesso a Juana, giovane madre (25 anni) di 5 bambini (i poveri fanno tanti figli perchè è l'unica ricchezza che hanno, e non giudichiamoli a partire della nostra mentalita piccolo borghese). Il marito l'ha abbandonata come succede spesso (e non solo per cattiveria o egoismo; uno sopporta fino a un certo punto la fame e la miseria dei suoi figli e poi scappa). [continua]

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Carissimi Amici...

Inserita il 3 Aprile 2009
Carissimi Amici,
finalmente mi faccio sentire. Sto bene e sono sereno: mi sto quasi già dimenticando delle belle colline di Pugnello o della Sardegna, della neve etc... anche se in realtà vi porto sempre con me dovunque vada e mi sento sempre pieno di gioia quando penso alla mia terra.
Nella mia visita in Italia ho potuto ancora una volta toccare con mano la Divina Provvidenza attraverso la vostra generosità che riflette amicizia e amore concreto... Grazie per aver condiviso del vostro pane quotidiano perchè anche in Colombia tanti bambini e ragazzi possano ricevere un'educazione di base e sognare un futuro migliore.
Ancor più che in altre occasioni sono rimasto a bocca aperta davanti alla vostra generosità, e di vero cuore voglio dirvi GRAZIE a nome di tutti i Missionari Saveriani qui in Colombia. Un grazie che, in ultima istanza, va sempre a chi ci ha dato la vita e tutto quello che siamo e abbiamo. Lo stesso Signore ha fatto sì che la terra produca in abbondanza il pane quotidiano per ogni donna, uomo e bambino sotto il sole... Nonostante ciò, alla stragrande maggioranza di persone nel mondo manca il necessario per una vita decorosa e dignitosa. Molti ancora non hanno imparato a coniugare i verbi: dare gratuitamente, condividere volentieri con chi ha bisogno, sperimentare la gioia del dono, costruire un mondo ed un'umanità nuovi.
State pur certi che il Signore non si lascia mai vincere in generosità. [continua]

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Prima lettera di P. Giuseppe Sartori (Ciko)

Inserita il 4 Marzo 2008
Carissimi...
Come state? Spero bene
Vi scrivo per salutarvi e ringraziarvi per tutto l'affetto che molti di voi sempre mi hanno manifestato.
Sempre più mi rendo conto che abbiamo bisogno di una chiesa missionaria e soprattutto di gente missionera: perchè i problemi del mondo sono tanti, perchè il mondo ha bisogno di Cristo, perchè non c'è altra risposta che la felicità di Cristo per un mondo che sembra alla deriva.
Per questo abbiamo bisogno soprattutto di cristiani "nuovi": cristiani "missionari", abbiamo bisogno di un nuovo tipo di discepolo di Gesù.
Un cristiano "incarnato" nel mondo di oggi, che vive con tutti gli altri e ama e soffre come tutti gli altri. Peró allo stesso tempo abbiamo bisogno di un cristiano sempre più "convinto" e "amante" di Cristo, con radici profonde, con un amore autentico per Dio e per i suoi fratelli, che sappia testimoniare la fede con la sua vita, capace di testimoniare un Cristo vivo che possa dare una risposta "viva" ai problemi di oggi. [continua]

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