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Voci dal mondo

Lo spirito della morte ha vinto ancora

Inserita il 19 Novembre 2009
Gideon ha 32 anni. Lo hanno appena portato in condizioni gravissime. E' molto agitato, ed incosciente. Si dimena e sembra che abbia una rigidita' nucale.
Provo a dargli dei pizzicotti, ma non sembra sentire alcun dolore. Semplicemente continua con i suoi movimenti inconsulti; ha pressione bassa e sudorazione fredda. Non ha febbre. Lo visito sommariamente, perche' mi han gia' chiamato per un cesareo.
Per ora soprassiedo alla puntura lombare e preferisco iniziare la terapia di associazione per meningite e malaria cerebrale. Stupidamente la fretta di andare in sala mi fa dimenticare di mettere una mano sulla sua pancia.
Esco dalla stanza e lascio il paziente con l'infermiera, dicendole di testare la sua emoglobina e di raccogliere il sangue per la goccia spessa.
Vado a cambiarmi per il cesareo, ma, prima che io possa entrare nel reparto operatorio, vengo chiamato di nuovo in room 17: Gideon e' gia morto.... pochi minuti dopo la mia visita. Non riesco a capacitarmi. Solo ora mi rendo conto che il suo addome e' disteso. Gli metto una mano sulla pancia, e la sento durissima: quasi inconsciamente decido di fargli un'eco. Le anse intestinali ballano in una gran quantita' di liquido denso. Prendo una siringa da 10 e buco per aspirarne un campione. Non e' sangue, e quindi non puo' essere un aneurisma dell'aorta che si e' rotto improvvisamente. Si tratta di un liquido essudatizio, un po' fecaloide. Che stupido! Non che ce l'avrei fatta a salvarlo, ma avrei dovuto pensare alla perforazione intestinale da tifo... e' cosi' frequente da noi.
Capire la situazione pochi minuti prima della morte, non avrebbe cambiato le cose per lui, ma io mi sentirei meno stupido, ed avrei meno sensi di colpa.
Fr Beppe


Una birra per Kimani e gli altri

"Volevamo solo dirti che abbiamo portato Kimani a Chaaria con noi e siamo andati al pub insieme con lui. Gli abbiamo offerto una birra".
"Siete sicuri di aver fatto la cosa giusta?"
"Perche', cosa c'e' di male con una birra? Pensavamo anche di invitare altri quando andiamo a prendere qualcosa al bar... sono sempre chiusi qui dentro, poveretti."
"Personalmente sono contrario a questa idea. E' certo molto bello portare i nostri ricoverati a passeggio e farli uscire un po'; io comunque preferirei che andaste a fare una camminata, in qualche posto carino. Per esempio c'e' un bel fiume oltre Chaaria. Se volete offrire loro qualcosa, potete pagare una bibita a qualunque dei chioschetti che trovate lungo il cammino. I bar di Chaaria sono normalmente frequentati da avvinazzati. Non credo che sia una buona cosa per Kimani imparare anche la strada verso il pub, visto che gia' scappa tutte le domeniche, e regolarmente scambia una maglietta nuova o un paio di scarpe per un mazzetto di miraa. Non riusciamo assolutamente a farlo smettere. Se poi ora prende l'abitudine del bar, non mancheranno certo quelli che per un sorso di birra, lo faranno tornare a casa scalzo e a torso nudo. Joel poi si e' rotto di nuovo una gamba una settimana fa, perche' era ubriaco, ed e' caduto, mentre dalla carrozzina tentava di tornare a letto.
Molti dei ragazzi sono epilettici, o assumono psicofarmaci: una birra per loro puo' essere molto dannosa perche' alcohol e medicine possono creare una miscela che causa aumento delle crisi.
Per cui, per favore: andate magari nel campo di calcio della scuola elementare vicino a noi, e fateli divertire. Ma non insegnate loro la strada del pub".

Fr Beppe


 

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