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UN MESSAGGIO DAL BANGLADESH

Inserito il 3 Ottobre 2009

UN MESSAGGIO DAL BANGLADESH
UN MESSAGGIO DAL BANGLADESH Carissimi,
scelgo per questa mia riflessione sul mese missionario lo slogan: Vangelo senza confini.
E’ uno slogan, una sfida, cioè mette noi cristiani nella posizione che siamo persone senza confini.
Il Vangelo rompe ogni confine. Anche se i governi tentano di bloccare le persone, gli ingressi, il tentativo di rimandare indietro i nostri fratelli…il Vangelo entra in modo dirompente.
Il vangelo non ha bisogno di nessun Permesso di soggiorno entra e si accomoda liberamente nel cuore delle persone che lo desiderano accogliere nella propria vita.
Anche se noi Missionari e Missionarie alcune volte dobbiamo affrontare il grande problema del Visa d’ingresso in un altro paese questo non ci fa desistere dal continuare a sperare ad annunciare il Vangelo in ogni parte del mondo.
Il Vangelo varca ogni confine grazie alla fede di tante persone che nella semplicità desiderano annunciare a tutti che Gesù Cristo è la nostra speranza.
Questo Vangelo annunciato in terre lontane, adesso ritorna verso di noi, è il Vangelo di vita del mio fratello o sorella dell’Africa, dell’America Latina, dell’Asia, dell’Oceania.
Il Vangelo testimoniato in queste terre ora arriva a noi nella veste del nostro fratello o sorella dell’Africa, dell’Asia etc. Arrivano da ogni parte del mondo, perché costretti a lasciare la loro terra per cercare di migliorare la situazione della loro famiglia. Portano con sé la speranza di incontrare dei cristiani che li accoglieranno nel nome di quel Dio che è stato loro annunciato.
Invece, quando arrivano nella nostra terra, porte sbarrate, luoghi di permanenza temporanea, veri carceri, polizia pronta a rimandarli indietro, governo che non vuole sentire ragioni etc.
Allora questi nostri fratelli e sorelle si chiedono: dove siamo capitati? Cosa ci hanno raccontato? Che cosa ci è stato annunciato? Dove è questo Dio che accoglie tutti al di là del colore, del gruppo di provenienza, della religione che si professa?
Di fronte a queste domande non è facile dare una risposta. Nel loro cuore solo dolore e tristezza, come nel cuore di noi missionari che annunciamo il Vangelo della liberazione, della fraternità, dell’amore, della salvezza. Un giorno questi nostri fratelli mi diranno: “Padre non hai detto la verità, hai parlato del Vangelo ma non della tua gente che ci vede come una maledizione e non come una benedizione. Per la tua gente noi non siamo una ricchezza, una risorsa culturale e umana…siamo solo un ostacolo, un problema da affrontare e da risolvere. Siamo respinti perché portatori di immensi problemi. Non ci hanno chiesto niente…siamo diventati carne da macello”
Eppure davanti a tanti problemi visti in televisione ci piange il cuore, ma smettiamola di recitare, la gente non ha bisogno del tuo denaro. Se il tuo cuore resta chiuso e non hai il coraggio di guardare l’altro nella sua vera realtà allora tieniti il tuo denaro offerto senza amore ma solo con rabbia… affinché l’altro resti lontano e non venga a disturbarti.
Bellissime il pronunciamento del VicePresidente della Commissione Europea: “Non si possono respingere in Libia persone che necessitano protezione”.
Il Vice-Presidente parla di protezione e noi cosa facciamo li lasciamo in mezzo al mare in balia dei pericoli. Allora, carissimi posso dire che mi trovo davanti solo un paese confuso nel pensare e nel prendere decisione vere. Mi dispiace dirlo la nostra umanità è andata altrove…prego che il Vangelo senza Confini ci faccia ritornare dentro noi stessi per vivere una vera accoglienza-incontro nel nome del Cristo Risorto che cammina con noi sulle strade del mondo.
E voi comunità cristiane di fronte a queste sfide cosa state facendo? Dormite pienamente nei vostri sogni? Molti non accettano un Vangelo senza confini rimanendo chiusi nel proprio provincialismo e nelle proprie idee. Grazie a Dio dei pronunciamenti ci sono stati anche a livello pubblico e la Chiesa si è messa dalla parte del Vangelo senza confini.
Nel frattempo dico ai giovani bengalesi che vogliono andare in Italia.. state a casa vostra almeno avrete qualcosa da mettere sotto i denti e qualcuno che possa pensare in parte a voi.
Shanti
P.Giuà dal Bangladesh

 

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